La Tenuta

Il paesaggio collinare è intatto da secoli, circondato com’è da campi, vigneti, boschi naturali di aceri e querce. La particolare tranquillità del luogo ne fa meta ideale per chi cerca un luogo di riposo per gli occhi e per lo spirito.

La Corte dei Gelsi è inserita in un’azienda agricola di 180 ettari dove si producono i migliori riesling dell’Oltrepò, oltre a un delizioso Pinot alla tipica Bonarda locale.

I ritmi sono quelli di una vita di campagna naturale e serena: il comune è uno dei più piccoli d’Italia (179 abitanti) che però si attiva ogni anno con entusiasmo per organizzare eventi di grande portata.

Per le sue particolari caratteristiche, Oliva è stata inserita nel circuito dei concerti “Ultra Padum”: ogni anno la quarta domenica di luglio si tiene un concerto di musica lirica, all’interno di una cascina gemella alla Corte dei Gelsi. Intervengono importanti orchestre da tutto il mondo e un migliaio di spettatori accorrono per assistere all’evento che si svolge in uno scenario così caratteristico. Inoltre la comunità è molto vitale e organizza spettacoli teatrali, cerimonie religiose e pranzi all’aperto con specialità gastronomiche regionali, cui tutti possono partecipare in un clima di grande allegria e semplicità.

La Storia

Oliva è un borgo rurale le cui prime tracce scritte risalgono al IX secolo.

Tuttavia è probabile che già in epoca romana la zona fosse abitata: nei campi confinanti con la Corte dei Gelsi è stato effettuato il ritrovamento di monete Romane (III secolo D.C.) più importante del Nord Italia.

La vicina Casteggio poi è stata teatro della famosa battaglia di Clastidium nel 222 A.C. di cui narra Plutarco.

Oliva fu feudo della famiglia Isimbardi di Milano, poi nel XIX secolo divenne azienda agricola modello, organizzata secondo i migliori criteri di agronomia contemporanea.

Risalgono a quell’epoca gli edifici rurali principali, che conservano nel loro insieme una rara unitarietà stilistica: tra questi la cascina Gelsi, tipico esempio di architettura rurale lombarda.

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Oliva Gessi a fine ‘800